La Cura del Vero

L’assertività: un pilastro fondamentale per la costruzione di contesti inclusivi e sostenibili

La complessità sempre crescente del contesto in cui viviamo crea delle sfide al tipo di rapporti sociali tra le persone, alle relazioni internazionali e fra le comunità, alle interazioni con l’ambiente e gli altri esseri viventi (Soresi, 2020). La costruzione di società inclusive e basate su equità, giustizia eco-sociale e pace richiede la necessità di riflettere, analizzare e incrementare l’assertività, un costrutto noto da tempo agli studiosi e alle studiose in ambito psicologico, e che costituisce oggi uno strumento trasformativo per promuovere lo sviluppo sostenibile, la coesistenza armoniosa e la valorizzazione delle diversità culturali e della bio-diversità (Castaños-Cervantes & Atristain-Suárez, 2024; Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura [UNESCO], 2013).

L’assertività si configura come una competenza sociale che implica la capacità di esprimere opinioni, pensieri, idee, bisogni, desideri ed emozioni in modo chiaro, diretto e onesto, tenendo conto della situazione, del contesto circostante, delle persone coinvolte e dei pensieri, delle emozioni, dei bisogni e dei desideri altrui (Giusti & Testi, 2006; Watanabe, 2025). Sin dalle sue origini, l’assertività è stata riconosciuta come un diritto, ovvero come la capacità di ogni essere umano di difendere i propri diritti, garantendo al contempo la salvaguardia dei diritti fondamentali degli altri (Alberti & Emmons, 2000; Patiño-Domínguez, 2024). Nel tempo il concetto di assertività ha assunto una connotazione più ampia, arrivando a valorizzare anche i diritti di terza generazione, noti come diritti collettivi, di solidarietà, che mettono in risalto le preoccupazioni collettive e globali. Tali diritti si concentrano su questioni quali la protezione dell’ambiente, lo sviluppo e la pace, che richiedono l’impegno collettivo e la cooperazione internazionale per la loro realizzazione (Ife et al., 2022).

La stretta relazione tra assertività e diritti di terza generazione evidenzia che le persone assertive si impegnano per rispettare gli altri esseri viventi, per garantire l’uguaglianza per tutti e tutte e per riconoscere la dignità umana e non umana; questo implica la capacità di riconoscere e contrastare in modo socialmente adeguato forme di isolamento sociale, discriminazione, violenza e ingiustizia sociale e ambientale (ad esempio, incitamento all’odio, il mancato rispetto dei diritti degli animali; Wachs et al., 2023; Nurasisa & Taufik, 2024). Studi recenti confermano che l’assertività favorisce l’impegno delle giovani generazioni in azioni collettive, come azioni di attivismo, volontariato e iniziative di sostegno alla comunità e al pianeta (Taylor et al., 2017). La promozione del cambiamento sociale, l’attivismo eco-sociale e l’impegno civico richiedono infatti un comportamento e una comunicazione assertiva, per comunicare le proprie opinioni in modo chiaro e rispettoso, per esprimere il proprio dissenso a situazioni di ingiustizia eco-sociale, per sostenere i diritti di coloro che stanno sperimentando maltrattamenti e discriminazioni, per negoziare con le autorità e gli stakeholders, per mobilitare altre persone, per proporre soluzioni, idee, traiettorie alternative a quelle esistenti (Agudín-Colmenares, 2024).

Si conclude precisando che l’assertività non è una caratteristica innata, ma un’abilità che va appresa ed allenata; le persone, soprattutto dalla prima infanzia, andrebbero educate all’assertività come diritto umano e come comportamento etico e stile di comunicazione che apre la strada alla promozione di una cultura di rispetto, equità, giustizia e pace, in cui l’inclusione e la diversità sono stimolate (Castaños-Cervantes & Atristain-Suárez, 2024).

  • Maria Cristina Ginevra

    Professoressa associata presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova, dove insegna psicologia dell’orientamento e Diritti umani e inclusione. È direttrice del corso di perfezionamento in ‘Orientamento e Career Counselling per l’Inclusione, la Sostenibilità e la Giustizia sociale’ ed è stata membro del Comitato ordinatore e scientifico del corso di alta formazione “Raccontare la verità: come informare promuovendo una società inclusiva. Giornalismo di inchiesta sociale: ricerca e accuratezza antidoti alle fake news”. Collabora con il La.R.I.O.S. (Laboratorio di Ricerca ed Intervento per l’Orientamento alle Scelte). È membro del Consiglio Direttivo della SIO (Società Italiana per l’Orientamento), membro ordinario dell’AIP (Associazione Italiana Psicologi), e dell’European Society for Vocational Designing and Career Counseling. È co-editor dell’International Journal for Educational and Vocational Guidance.

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