Sono passati venti anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja. Ripubblichiamo quanto scritto lo stesso giorno del delitto. Articolo uscito online alle 18 e 30 del 7 ottobre 2006. Ricordando che a quel tempo e negli anni successivi i leader occidentali, quelli italiani in prima linea, facevano a gara per esprimere la loro amicizia/vicinanza a Vladimir Putin. E facevano pure ottimi affari senza troppi scrupoli. Anzi
Anna Politkovskaja aveva l’assoluta certezza di essere nel mirino. Non viveva d’illusioni. Era già stata arrestata, minacciata di rapimento. Aveva subito un tentativo di avvelenamento, per un periodo aveva dovuto soggiornare all’estero. Ma la sua era un’idea alta di giornalismo: cercava di raccontare con onestà quello che vedeva, scriveva pensando che i diritti umani siano ovunque un valore assoluto. Da difendere sempre, anche in Cecenia, da lei definita “un inferno sulla terra”. Oggi hanno deciso una volta per tutte di farla tacere. Un killer l’ha aspettata all’interno dello stabile di Mosca dove abitava: quattro colpi di pistola non le hanno lasciato scampo. L’ultimo libro che aveva scritto si intitolava significativamente “La Russia di Putin”. Ha documentato in maniera rigorosa gli abusi commessi dalle truppe e dalle forze di sicurezza russe ai danni della popolazione civile e della libertà di espressione. Che avesse un coraggio non comune lo dimostra anche il suo generoso tentativo, purtroppo inutile, di fare da mediatrice nell’ottobre 2002 fra i terroristi ceceni che avevano occupato il teatro Dubrovka di Mosca e le truppe speciali governative. Una vicenda conclusasi con una strage, secondo un tragico copione replicato nel 2004 anche nella scuola di Beslan.
In queste ore la notizia sta facendo il giro del mondo. Provate a scrivere il nome di Anna sulla pagina in inglese di Google News e vedrete come gli articoli crescano di minuto in minuto. La Procura di Mosca ha annunciato di aver aperto un’inchiesta. Ma sono veramente in pochi a credere che sulla vicenda possa essere fatta luce. La Politkovskaja (quarantotto anni, due figli, giornalista della Novaja Gazeta) aveva messo il dito anche un’altra piaga del paese, l’irrisolto problema dell’altissimo tasso di corruzione. Mosca (ma lo stesso accade anche in città grandi e piccole) è diventata pericolosissima per l’informazione indipendente. I reporter scomodi e persino il direttore dell’edizione russa di Forbes Paul Klebnikov sono stati eliminati senza alcuna pietà. Su nessuno dei casi è stata fatta chiarezza: le indagini sono finite nel solito vicolo cieco. In molti pensavamo che la notorietà internazionale di Anna – più volte intervistata nel suo buon inglese dai network internazionali – sarebbe servita a farle da scudo. Non è andata così. E’ caduta anche lei. “L’ inferno ceceno”, voluto dalle autorità, l’ha risucchiata.
Il problema per la comunità internazionale adesso è tutto politico: si continueranno a tenere gli occhi chiusi su questi drammatici delitti? Possiamo persistere nel fingere che sia democratico un paese dove questi fatti si ripetono? Magari in cambio di una ricca fornitura di gas?
L’edizione delle 18 di stasera di BBCWorld ha aperto con la notizia della morte di Anna. Ha riproposto la sua voce. Ha ricordato che il libro “La Russia di Putin” è stato sì pubblicato ma in lingua inglese. In patria Anna non ha trovato editori disposti a rischiare. Fino a quando durerà tutto questo?
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Giornalista e scrittore. Caporedattore alla Rai del Veneto, successivamente vicedirettore della Testata Giornalistica Regionale, del Tg3 e di Rainews 24.
Qui ha curato “Scenari l’Inchiesta Web”, settimanale di approfondimento sull’attualità che, per la prima volta in Italia, ha proposto in televisione un lavoro di indagine giornalistica a livello europeo/globale realizzato integralmente sui big data e gli archivi Web.
Studia l’evoluzione tecnologica e i comportamenti dei media e gli effetti concreti che nuovi strumenti digitali hanno sulla società con particolare attenzione ai temi legati a cittadinanza e democrazia. Docente di Comunicazione e componente del Coordinamento Laboratorio La Cura del Vero
Fra le sue Pubblicazioni:
° Non sparate ai giornalisti. Iraq: la guerra che ha cambiato il modo di raccontare la guerra,
Roma, Nutrimenti, 2003.
° Ultime Notizie. Indagine sulla crisi dell’informazione in Occidente. I rischi per la
democrazia , Roma, Nutrimenti, 2005.
° Doppi Giochi. Pechino 2008. Le altre Olimpiadi contro la censura, per i diritti umani,
Trento Edizioni Stella 2008
° L’ecosistema informazione, senza cura per la verità la democrazia muore in AAVV La Passione per la Verità Franco Angeli 2020
° Aver cura del Vero Come informare e far crescere una società inclusiva
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