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La Cura del Vero

Caos, cigni neri e finanza. Ecco cosa li unisce..

Caos è una parola che non manca di fascino, evoca atmosfere misteriose. Viene dal greco e ha un significato originario di spaccatura, vuoto, abisso. Nel linguaggio di tutti i giorni associamo il termine a disordine e confusione, ma compare pure in campo scientifico, dalla cosmologia alla matematica, alla fisica. Impossibile dimenticare la “teoria del caos” che pare una “contraddizione logica” ma non lo è, è un campo di studi serissimo sulle piccole variabili che determinano grandi conseguenze.


Ho scritto queste parole per la recensione di un libro uscito alla fine del 2025 sulla “giustizia internazionale sotto attacco” che l’editore Laterza ha affidato a due personalità molto diverse fra loro: Emanuela Fronza giurista e Marcello Flores storico. Il titolo è appunto “Caos” e riflette l’idea che “l’abisso” in cui il pianeta sta precipitando non può essere letto utilizzando una singola disciplina accademica.


Qualche mese dopo, per il Mulino, è uscito un secondo volume, di cui sono autori invece due fra i più noti e prestigiosi filosofi italiani, Massimo Cacciari e Roberto Esposito. Nel titolo cambia solo una lettera. Con un richiamo alla origine non latina del termine, il saggio si intitola Kaos, questa volta con la kappa. Anche in quest’opera ci si occupa del “collasso del pianeta” e della necessità del superamento di una geopolitica priva di profondità. Abitiamo un mondo devastato da un susseguirsi di vicende drammatiche, guerre, genocidi. Interrogarsi sul presente futuro (non sono così distinti) significa fare i conti fino in fondo col Kaos, misurarsi con la hybris (la tracotanza) dei potenti ma anche con gli scenari che possono aprirsi (anche le spaccature conducono da qualche parte l’umanità).


Ma non è finita. Qual è la parola guida dell’edizione di quest’anno del Festival della Filosofia che si svolge in Emilia nella seconda metà di settembre? Lo si sarà intuito, è proprio Caos. Saranno tre giorni di dibattito avremo modo di misurare sicuramente i risultati. Ma molta attenzione merita già oggi l’immagine scelta dagli organizzatori per lanciare l’evento, quella di un cigno nero. Per farla breve, questa “figura animale” simboleggia l’impatto/incontro con qualcosa di raro, eccezionale, dagli effetti imponderabili. Ecco la spiegazione che si trova nella “copertina” della homepage del Festival


Anche il caos è un cigno nero, fatto di eventi rari e imprevisti, le cui conseguenze, dapprima imperscrutabili, si rivelano di enorme portata: non solo irreversibili, ma anche globali. Funzionano così non solo i mercati, il clima e la geopolitica, ma anche la scienza e l’evoluzione. Il cigno nero è l’emblema di ciò che sfugge al nostro controllo, ma non per questo è privo di logica; costituisce l’esempio concreto di un’eccezione che può diventare regola, di un’incertezza non necessariamente dissipativa, ma che spesso si rivela generativa.


Resta allora una grande domanda, più fondamentale di altre. Ma il Kaos che sta travolgendo il cosiddetto “ordine mondiale” che ha “governato” il pianeta fino a qualche decennio fa da dove viene? Se “il cigno nero non è privo di logica” dove dobbiamo andare a cercare questa ratio? C’è chi chiama in causa “l’ignoranza dei popoli” finiti nelle mani di “capi megalomani e folli”. Ma è una lettura debolissima che non spiega quasi nulla, legge questioni epocali con una semplificazione da teatrino mediatico.


È molto più utile interrogarsi sui grandi interessi in gioco. Chi ci sta risucchiando nell’abisso? Nelle ricostruzioni fatte dalla “geopolitica ingenua” c’è sempre un grande assente: il peso dei grandi interessi economici, della concentrazione dei capitali, dello sfruttamento delle risorse. Cominciamo solo da qualche mese a parlare del ruolo dei tecno oligarchi ma pochi mettono in luce le connessioni fra innovazione tecnologica, grande finanza, industria bellica. Cosa accadrà se, come chiede la Nato, arriveremo a spendere il 5% del nostro prodotto interno lordo per la spesa militare? Quali saranno le ricadute per salute e istruzione?


Sono temi questi che si affacceranno nel Corso online su finanziarizzazione, inclusione e giustizia sociale promosso per il prossimo mese di settembre anche dalla Cura del Vero insieme al Laboratorio Larios e al Dipartimento Filosofia Sociologia Pedagogia e Psicologia applicata dell’Università di Padova. Il caos cala dall’alto, da scelte disumanizzanti, ma non arriva certo da un lontano asteroide.

  • Roberto Reale

    Giornalista e scrittore. Caporedattore alla Rai del Veneto, successivamente vicedirettore della Testata Giornalistica Regionale, del Tg3 e di Rainews 24.
    Qui ha curato “Scenari l’Inchiesta Web”, settimanale di approfondimento sull’attualità che, per la prima volta in Italia, ha proposto in televisione un lavoro di indagine giornalistica a livello europeo/globale realizzato integralmente sui big data e gli archivi Web.
    Studia l’evoluzione tecnologica e i comportamenti dei media e gli effetti concreti che nuovi strumenti digitali hanno sulla società con particolare attenzione ai temi legati a cittadinanza e democrazia. Docente di Comunicazione e componente del Coordinamento Laboratorio La Cura del Vero
    Fra le sue Pubblicazioni:
    ° Non sparate ai giornalisti. Iraq: la guerra che ha cambiato il modo di raccontare la guerra,
    Roma, Nutrimenti, 2003.
    ° Ultime Notizie. Indagine sulla crisi dell’informazione in Occidente. I rischi per la
    democrazia , Roma, Nutrimenti, 2005.
    ° Doppi Giochi. Pechino 2008. Le altre Olimpiadi contro la censura, per i diritti umani,
    Trento Edizioni Stella 2008
    ° L’ecosistema informazione, senza cura per la verità la democrazia muore in AAVV La Passione per la Verità Franco Angeli 2020
    ° Aver cura del Vero Come informare e far crescere una società inclusiva
    Nuova Dimensione 2022

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