A cura di Andrea Pastò
A Tokio, in un giorno del 2018, uno tra i suoi 14 milioni di abitanti, Shoij Morimoto, 41enne, disoccupato giapponese, apre un account sull’allora Twitter con lo pseudonimo di “Do Nothing Rent-a-Man” (Uomo a Noleggio che non Fa Niente), e inizia a offrire la sua compagnia a chiunque la richiedesse. In un tweet spiega di essere “disponibile per ogni situazione in cui tutto ciò che vuoi è che una persona sia lì con te” Ed esemplifica: «Magari vorresti cenare al ristorante, ma ti senti a disagio ad andarci da solo. Oppure giocare a qualcosa, ma ti manca un compagno. O vorresti che qualcuno ti tenesse un posto al parco per guardare la fioritura dei ciliegi… Addebito solo le spese di trasporto (dalla stazione di Kokubunji) e il costo di cibo e bevande (se applicabile). Sarò lì, ma non farò nulla, se non darti risposte molto semplici».
Quali effetti ha ottenuto la sua offerta? Nel giro di dieci mesi, i follower di Do Nothing Rent-a-Man passano da 300 a oltre 100.000 persone. Oggi i suoi “seguaci” virtuali sono quasi mezzo milione. Inizialmente faceva pagare una tariffa fissa ma dal 2024 ha adottato il modello “paga quanto vuoi”. L’uomo riceve circa1.000 richieste all’anno e lascia che siano i suoi clienti a decidere quanto pagare.
E però gli affari sembrano andare a gonfie vele. Nel 2024 Morimoto ha guadagnato circa 80.000 dollari. Negli ultimi quattro anni sono stati pubblicati numerosi articoli e quattro libri (uno è stato tradotto in italiano, (La rivoluzione del fare nulla, pubblicato da Feltrinelli) compreso un fumetto manga, riscuotendo enorme successo.
Nei volumi racconta alcune curiosità del suo business. Ecco alcune richieste:
- Un cliente gli aveva chiesto di fare ben 13 giri insieme sulla linea Yamanote di Tokyo.
Quindi aveva viaggiato per 17 ore seduto sulla stessa linea ferroviaria, da un capo all’altro, dalla mattina presto fino all’ultimo treno; - Un giovane, bloccato in un impiego d’ufficio che gli uccideva l’anima, ha chiesto a Rent-a-Man di incontrarlo al parco, sulle altalene dopo il lavoro;
- Si è seduto di fronte alla cliente Aruna Chida, un’analista dati di 27 anni, indossando un sari, per poi conversare con lei davanti a un tè e a dei dolci;
- “Vorrei un incentivo a uscire, quindi vorrei che ci incontriamo (e che te ne vada non appena ti pago)”;
- “Vorrei che mi accompagnassi in funivia in montagna”;
- “Vorrei che passassi del tempo con me in silenzio”;
- “Ho un posto in più per un evento e vorrei che tu mi accompagnassi”;
- “Vorrei che tu sia presente per svolgere compiti (lavoro, studio, pulizie, imballaggio per un trasloco) che tendo a saltare quando sono da solo”;
- “Quando lascio Tokyo mi sento sola, ma sarebbe troppo sentimentale chiedere a un amico di venire in aeroporto, quindi vorrei qualcuno che non faccia nulla se non salutarmi”;
- O ancora “Vorrei che qualcuno fosse presente al traguardo della maratona a cui partecipo. Farò del mio meglio per finirla se so di avere qualcuno che mi aspetta.”
La maggior parte delle persone però mi chiede di seguirle in luoghi in cui non si sentirebbero a proprio agio da sole, per esempio ad alcuni eventi, in caffè alla moda o in strade poco sicure. Oppure mi chiedono di parlare di argomenti di cui non vogliono parlare con persone a loro più vicine. Ricevo un numero sorprendente di richieste di puro ascolto. Il quotidiano giapponese The Mainichi riporta alcune delle recensioni dei clienti. Un utente dice: “Sono contento di aver potuto semplicemente passeggiare con qualcuno a distanza di sicurezza senza bisogno di dover parlare per forza”.
Un altro fa notare che è riuscito ad andare in ospedale solo perché c’era Morimoto a fornire supporto psicologico con la sua presenza. Qualcuno lo ha assunto per presenziare alle pratiche di divorzio o per far numero durante una partita di qualche gioco. Una cliente lo ha più volte utilizzato come terzo quando doveva incontrare degli sconosciuti, per sentirsi più sicura.
Insomma l’originale offerta del sig. Shoij Morimoto ha suscitato ed evidenziato alcuni bisogni. Ha incuriosito e sorpreso. Ma qual è l’effetto suscitato in noi? Traspare in questa vicenda qualcosa che può riguardarci, che può ben adattarsi anche alla nostra realtà?
Inviateci le vostre impressioni e riflessioni. Arricchirsi di punti di vista sui fenomeni sociali offre opportunità all’intelligenza sociale preziosi. Inviateli alla nostra mail, li raccoglieremo e ne daremo visibilità: diamocitempo@gmail.com
Ringrazio Francesca Ferri, giornalista freelance per l’articolo utilizzato per la mia sintesi.
-
Questo sito nasce come luogo di confronto, approfondimento, scambio, riflessione, sulle minacce dei tempi attuali: disuguaglianze, precarizzazione, disinformazione, digitalizzazione senza regole, distruzione ambientale. Abbiamo il fine di intraprendere percorsi tesi a fronteggiarle, a costruire società innovative basate sulla giustizia sociale e ambientale, inclusione, sostenibilità