Si chiama “Sentinel – Bio” ed è un braccialetto brevettato a livello mondiale da Manuel Tomasi il 24 marzo scorso, utile nel monitorare in parametri vitali e ogni variazione del corpo in persone nello spettro autistico. Lo abbiamo intervistato il giorno stesso per capire come abbia creato un dispositivo unico nel suo genere. Manuel è il padre di Marco, un bambino di 12 anni nello spettro autistico (ASD), disturbo del neurosviluppo che si manifesta durante i primi anni di vita e incide su interazione sociale, comunicazione e comportamento, facendo sì che nella persona si manifestino interessi e attività limitati, movimenti ripetitivi o stereotipie e difficoltà nel mantenere il contatto visivo. Non esiste una cura risolutiva, ma è possibile migliorare la qualità di vita delle persone nello spettro autistico con terapie comportamentali, psicoeducative, utilizzando la logopedia e la psicomotricità.
Manuel Tomasi è laureato in cybersecurity e insieme alla moglie Elena Mengon gestisce terreni agricoli coltivati a vigneti con il metodo biologico in val di Cembra nel Trentino. Per facilitare la vita di suo figlio ha ideato un braccialetto denominato Sentinel – Bio che attraverso un algoritmo speciale consente di monitorare i parametri vitali e ogni variazione del corpo. Il brevetto, donato alla Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus, la quale, grazie al supporto del presidente Giovanni Coletti, ha collaborato alla sua realizzazione, spiega come il braccialetto venga utilizzato per “decodificare gli stati di agitazione”.
Ma qual è la logica informatica che permette di capire un’emozione complessa? “Utilizzo un sistema di ragionamento per sfumature. Nell’autismo non esiste solo “calma” o “crisi”, ma infinite variazioni intermedie. Questo metodo permette al software di elaborare concetti imprecisi come “leggera agitazione” – spiega il padre – o “disagio crescente”, rendendo il dispositivo capace di una comprensione quasi umana, andando ben oltre la rigida distinzione tra “si” e “no” dei computer tradizionali. In questo modo è possibile riconoscere i segnali che precedono un eventuale stato di agitazione e trasmette un segnale ai genitori.”
Ma come fa il dispositivo a prevedere una crisi prima che avvenga visibilmente? Tomasi lo spiega così: “Attraverso lo studio dei cambiamenti improvvisi e del caso. Il sistema analizza i dati dell’ambiente e del corpo che variano in modo apparentemente imprevedibile. Questo tipo di analisi permette di dare un ordine all’incertezza, mettendo il dispositivo in condizione di calcolare l’arrivo della crisi e agire d’anticipo. È come conoscere in anticipo il meteo osservando il soffio del vento tra le nostre montagne”. La sua realizzazione nasce da una costante osservazione quotidiana del figlio, che lo aiuta nella coltivazione. “L’agricoltura insegna che l’armonia nasce dall’accoglienza di ogni seme” – ci spiega l’inventore del braccialetto – e chiediamo, questa accoglienza si ritrova anche nel codice del software? “Certamente. Il software è progettato per “accogliere” ogni dato, anche quello che sembra rumore di fondo. Come in agricoltura ogni seme ha il suo tempo, così il mio sistema rispetta i tempi biologici unici di ogni ragazzo, creando un’armonia tra uomo e macchina”.
La notizia del braccialetto è circolata velocemente e richieste di acquistarlo sono arrivate dagli Stati Uniti, Canada, Olanda, Francia, Danimarca, Norvegia e Polonia. Perfino dall’Australia. Sono ben 230mila le richieste pervenute. L’amore per la terra, la natura e la coltivazione biologica fa dire a Manuel che “La terra ti insegna il valore di ogni singolo gesto”. In informatica, questo come si traduce? “Si traduce nell’attenzione al micro-dato. Ogni variazione del battito o della temperatura è un ‘gesto’ che il sistema analizza. Ragionare per sfumature serve proprio a dare valore a questi piccoli segnali che, sommati, ci dicono come sta il ragazzo”.
Lei promuove l’agricoltura sociale. C’è un legame tra il ritmo della terra e lo studio degli eventi imprevedibili? “La terra è imprevedibile per natura: non sai mai esattamente quando pioverà o come girerà il vento. Il contadino impara a gestire questa incertezza. Il mio brevetto fa lo stesso: gestisce l’imprevedibilità del comportamento umano attraverso modelli matematici che leggono il caso, offrendo sicurezza dove regna il caos”.
Lei ha donato il brevetto alla Fondazione Trentina per l’Autismo. È un gesto che va oltre la tecnologia? “Il mio obiettivo è il bene comune. Donare il brevetto garantisce che questa tecnologia avanzata non sia un lusso per pochi, ma un patrimonio per tutti i cittadini”.
Lei afferma che il frutto più dolce nasce “laddove la terra è più dura”. Si riferisce alla complessità di programmare questi algoritmi? “Progettare un sistema che integri ragionamenti sfumati e modelli che leggono il caso è stata una sfida durissima, una vera scalata. Ma il “frutto dolce” è la serenità di un genitore che sa di poter contare su un supporto scientifico affidabile”.
Il brevetto analizza parametri ambientali e biometrici “incrociati”. Perché questa complessità? “Perché un’emozione non nasce nel vuoto. Mettere insieme i dati del corpo con quelli dell’ambiente (luce, rumore, temperatura) permette allo studio degli eventi casuali di essere più preciso, individuando la causa esterna del disagio interno”.
Cosa pensa a chi ha paura della tecnologia applicata alla fragilità? “La tecnologia non sostituisce l’amore, lo protegge. Il mio braccialetto non “cura” l’autismo, ma traduce il silenzio. Trasformiamo l’isolamento in inclusione grazie a una logica che sa ascoltare i segnali del corpo. Il brevetto analizza parametri ambientali e biometrici “incrociati”.”
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Laureato in Discipline delle Arti Musica e Spettacolo, Facoltà di Lettere e Filosofia, all’Università degli Studi di Bologna, anno 1990, specializzazione in Psicologia all’Istituto di Psicologia Clinica, Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Bologna, anno 1993. Corso di Alta Perfezione conseguito alla Scuola di specializzazione in Metodologie Autobiografiche e Analisi dei Processi Cognitivi, Istituto di Pedagogia per Adulti all’Università degli Studi Statale di Milano anno 1998. Corso di Alta Formazione al Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia Applicata all’Università degli Studi di Padova anno 2021.
Critico teatrale, direttore responsabile della testata online www.rumorscena.com
Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Trento