Le dichiarazioni livorose della Presidente del Consiglio, e di esponenti del governo contro i pacifisti della Global Sumud Flotilla, sotto sequestro della Marina militare Israeliana, sulle orme della ferocia di Trump contro gli avversari politici che lui ha dichiarato di odiare, non sono rivolte ai cittadini e alle cittadine italiane, ma agli elettori della destra disorientati dal genocidio in corso a Gaza. Voti che possono allontanarsi dalla destra di governo. Polarizzare e spaccare il paese sembra essere la parola d’ordine della Destra, alla quale si sono piegati ossequiosamente anche numerosi giornalisti. Una scelta politica e un calcolo elettorale precisi. Ma la tragedia di Gaza, lo sterminio dei civili sempre più praticato, come arma di guerra, in tutti i conflitti, supera gli schieramenti politici, non è di destra o di sinistra, riguarda l’umanità delle persone. La presidente del Consiglio in questo modo rischia di mettersi nell’angolo, a fianco dei criminali israeliani come Netanyahu, Smotrich Ben Gvir, che una parte importante del mondo. (l’Italia non è al centro del mondo) condanna come nemici dell’umanità per il genocidio a Gaza. E ora per gli arrembaggi illegali in acque internazionali. E nel nostro paese, che domani sarà ancora percorso dalle manifestazioni per lo sciopero generale, la Meloni sarà definitivamente vissuta come la Presidente di una parte, quella feroce, contro l’altra, quella pacifista e che vuole restare umana. Anche se questa non è la fotografia reale del paese che, da destra (in particolare quella liberale e cattolica) a sinistra, è scosso da profonde inquietudini davanti alla ferocia dei fatti e della narrazione bellicista delle elites. E la novità di questi giorni è questo risveglio “dal basso”, che chiede pace, che non delega la propria rappresentanza ai partiti e ai sindacati, costretti a rincorrere e adeguarsi a nuove parole d’ordine. Un risveglio, temuto dalla destra al governo, che coinvolge anche i giovani scesi con entusiasmo in massa per le strade a fianco della Flotilla , di chi salva i migranti in mare, di chi, come Francesca Albanese, con parole semplici ma chiare cerca la verità, oltre la propaganda e le narrazione dei forti contro i deboli, e denuncia con forza il genocidio e l’apartheid a Gaza e in Cisgiordania: i simboli dell’umanità contro la barbarie. Che questo sia un nuovo inizio, che i militanti pacifisti della Global Sumud Flotilla siano i nuovi eroi ed eroine, lo vedremo nel tempo. Ora certo lo sono per i movimenti che dilagano per i paesi occidentali troppo silenti, quando non complici, di fronte alla stragi. Certo, le strutture partitiche esistenti dovrebbero passare la mano, fare un passo indietro, essere al servizio dei nuovi soggetti politici in campo, e non cercare, come è stato fatto rovinosamente tante volte, di cavalcarli. Una realtà in divenire da seguire con attenzione, partecipazione, empatia, e umiltà.
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Enrico Ferri, laureato in Scienze politiche all'Università degli studi di Padova, giornalista, ha lavorato a “Il Mattino di Padova” come caposervizio dal 1980 in diversi settori fino al 2010, per 15 anni è stato impegnato nella Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) prima come Segretario generale del Veneto, poi come Vicesegretario nazionale. Per l'Ordine Nazionale dei Giornalisti è stato commissario all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione giornalistica, relatore ai corsi di aggiornamento professionale sul contratto di lavoro giornalistico e sui problemi del giornalismo in relazione alle politiche migratorie, alle parole ostili, “post verità”, all’incitamento all’odio, alla Carta di Roma. Per l'Inpgi (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani) è stato nel Collegio sindacale dove vi ha lavorato fino al 2016. Ha collaborato con la Sezione veneta dell’Associazione Articolo 21. E come autore al sito www.articolo21.org. Ha collaborato con il “Comitato veneto libertà per Assange”. Dal 2017 al 2021 ha collaborato alle iniziative culturali della “Sede Pensante” di Coalizione Civica per Padova. Nel 2020 è stato docente dell’Alta scuola “Raccontare la verità” diretto dalla professoressa con delega per l’Inclusione e la Disabilità Laura Nota dell’Università di Padova. Ha collaborato come autore alla stesura dei volumi “La passione per la verità” a cura di Laura Nota (Franco Angeli 2020) e “Aver cura del vero” (Edizioni Nuova dimensione) a cura di Monica Andolfatto, Laura Nota, Roberto Reale. Oggi collabora con l’Associazione “Formazione Continua” che a Padova ha una storia decennale e vi collaborano docenti, gran parte dei quali di provenienza accademica.