Salta al contenuto principale

La Cura del Vero

Che cos’è libertà? Note su una conferenza a Losanna

Il 28 maggio, alle 18, abbiamo partecipato ad un momento di dibattito organizzato dalla Facoltà di Scienze Sociali e Politiche dell’Università di Losanna, iniziato con la conferenza ‘L’immaginazione dei futuri fra visioni pluraliste e complesse di giustizia sociale, libertà e inclusione’ di Laura Nota.


La conferenza ha cercato di mettere in luce i legami tra le visioni del futuro e le concezioni di giustizia sociale, libertà e inclusione. Uno dei punti di forza della presentazione è stata l’analisi della pluralità di definizioni di libertà: neoliberale, liberale, democratica, sociale, ecocentrica, ecc. In un progetto di ricerca pilota è stato chiesto a studenti e studentesse universitari: “Se doveste spiegare a qualcuno il concetto di ‘libertà’, cosa direste?”. Quasi tutti gli intervistati ne hanno dato la definizione neoliberale. Ovvero “fare ciò che si vuole”, combinandola con il concetto liberale di libertà negativa: “agire senza ostacoli, divieti o vincoli”.


Questa concezione non esclude il fatto che, di fronte all’innegabile realtà dell’attuale policrisi globale, molti giovani esprimano ansia per il futuro. Ad esempio, un sondaggio condotto tra gli studenti e le studentesse delle scuole superiori italiane mette in luce la propensione verso una visione distopica del futuro stesso: essi credono che tra trent’anni (quando avranno tra i quaranta e i cinquant’anni) il mondo vivrà una catastrofe sia sociale che ambientale. Il problema fondamentale, sottolinea Laura Nota, è la finanziarizzazione dell’economia: il sistema capitalistico di accumulazione, cresciuto piuttosto lentamente attraverso la mediazione della produzione di beni, è stato progressivamente sostituito da un sistema molto più dinamico, basato sull’accumulazione di investimenti non produttivi (ad esempio: acquisto e successiva rivendita di “materie prime” sui mercati a termine).

L’argomentazione di Laura Nota mi colpisce profondamente. L’adesione massiccia alle ideologie (neo)liberali da parte degli studenti e delle studentesse italiani (che senza dubbio si può registrare nella maggior parte dei paesi occidentali) mi riporta alla mente la tesi di Herbert Marcuse in “L’uomo a una dimensione”. In particolare, mi ricorda il suo aggiornamento dell’osservazione di Karl Marx secondo cui il sistema economico capitalista produce non solo beni da scambiare sul mercato, ma anche, simultaneamente, soggetti che consumano questi beni. (Un esempio paradigmatico oggi: il telefono cellulare, dal quale molte persone, camminando per strada come zombi, non riescono a distogliere lo sguardo). Il capitalismo non è semplicemente un sistema di scambio di prodotti; è anche un insieme di processi psicosociali di soggettivazione che, nelle società tecnologicamente avanzate, si traducono nella produzione di una massa di individui incapaci di immaginare una forma di vita diversa dalla propria: esseri umani “a una dimensione”. Da qui, senza dubbio, il fallimento dei movimenti ecologisti nel preservare “la nostra casa comune”, per usare le parole di Papa Francesco.
La finanziarizzazione dell’economia si manifesta, a sua volta, con una crescita esponenziale delle disparità tra ricchi e poveri (tra Stati e tra cittadini e cittadine all’interno di uno Stato). È ciò che gli studi di Oxfam evidenziano anno dopo anno. Così, nel 2024: “dal 2020, i cinque uomini più ricchi del mondo hanno raddoppiato la loro ricchezza, mentre, allo stesso tempo, la ricchezza complessiva di cinque miliardi di persone è diminuita”. Sulla base di tali osservazioni, il consorzio globale di ricercatori – autori del Rapporto globale sulla disuguaglianza 2026 – conclude che per risolvere la policrisi del Capitalocene è necessario, prima di tutto, affrontare il problema di questa megacrescita della disuguaglianza di ricchezza. Per quanto riguarda gli aspetti climatici e ambientali di questa crisi, questi economisti e queste economiste specificano che la loro risoluzione richiede di reindirizzare il capitale detenuto dagli individui più ricchi del mondo verso le tecnologie eoliche, solari e altre energie rinnovabili, al fine di accelerare la completa decarbonizzazione ed elettrificazione dell’approvvigionamento energetico entro il 2050.
Sebbene una simile conclusione sia facile da formulare, la sua attuazione non lo è. In tutto il mondo, i miliardari o i loro rappresentanti detengono tutte le posizioni politiche chiave. Controllano praticamente tutti i mezzi di informazione. E tutto indica che credono che il loro interesse attuale sia quello di promuovere regimi politici proto-fascisti pronti a impegnarsi in conflitti armati (dato che la vendita di armi è estremamente redditizia).

Qui il link alla conferenza: https://www.unil.ch/news/1780058333990

Laurea honoris causa a Laura Nota.

di Jean Guichard
Professore emerito
Institut National d’Etude du Travail et d’Orientation Professionnelle (INETOP) du Conservatoire National des Arts et Métiers (CNAM), Parigi

  • Redazione

    Questo sito nasce come luogo di confronto, approfondimento, scambio, riflessione, sulle minacce dei tempi attuali: disuguaglianze, precarizzazione, disinformazione, digitalizzazione senza regole, distruzione ambientale. Abbiamo il fine di intraprendere percorsi tesi a fronteggiarle, a costruire società innovative basate sulla giustizia sociale e ambientale, inclusione, sostenibilità

LEGGI ANCHE...
photo_2026-07-17_14-14-58
2025, Fuga dagli Usa di Trump. Una storia vera di cui non si parla abbastanza
Nel 2025 gli americani hanno lasciato gli Stati Uniti in numero record, si tratta di almeno 180 mila...
ChatGPT Image 30 giu 2026, 16_07_01
Se torniamo a discutere di classi speciali, abbiamo già perso. L'inclusione è un bene comune.
Le recenti discussioni pubbliche che hanno rimesso al centro l’ipotesi di percorsi scolastici separati...
Screenshot 2026-07-08 095428
Dignità, forza vitale dell'umanità
Magnifica è tutta l’umanità che ha il compito di fare grandi cose e ne ha la capacità, creata per questo...
RICERCA