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La Cura del Vero

Francia: “nessuna moderazione” contro gli studenti

Da due settimane la Francia è in subbuglio: gli studenti medi sono scesi in piazza massicciamente in molte città, dando vita a una mobilitazione di proporzioni davvero importanti in tutto il paese, coinvolgendo nella protesta anche gli universitari, il sindacato CGT e molte categorie di lavoratori. Anche molti genitori sono scesi in piazza per proteggere i propri figli, solidarizzando con la loro lotta.

Iniziata il 21 settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, a Parigi, la mobilitazione s’incardina su una protesta collettiva contro il disinvestimento pubblico nel sistema scolastico. Si protesta contro aule e scuole fatiscenti. Contro la scarsità degli insegnanti e degli altri operatori scolastici. Contro un sistema definito da molti come “iper-competitivo”.

Il Ministro dell’Interno Laurent Nuñez, accusato dai partiti di destra di debolezza nei confronti dei manifestanti, ha risposto con queste parole: “È falso, non ci sono istruzioni di esercitare moderazione”. Non sembrano parole vuote.

Infatti la reazione del governo, interpretata in piazza dalle forze dell’ordine, è stata quasi ovunque violenta. Numerosi gli incidenti registrati, anche molto gravi. A Lens (Pas-de-Calais), un quindicenne, colpito da una granata della polizia, ha perso una mano. A Tours, in Turenna, un sedicenne, colpito da un lacrimogeno in pieno volto, ha perso un occhio. Un quattordicenne del liceo di Val d’Oise (poco a Nord di Parigi), è stato colpito in faccia da una granata sparata da appena un metro: mandibola fracassata. A Belfort (Alto Reno), un poliziotto ha tentato di affogare un manifestante catturato durante un corteo ed è poi stato picchiato da alcuni giovani.

Ma, al di là degli episodi esecrabili di violenza fisica e psicologica, è preoccupante rilevare come il sistema repressivo si sia attivato con un’intensità straordinaria anche sul piano giudiziario, soprattutto se confrontato – come fa Vincent Lemire (docente di Storia contemporanea presso l’Università Gustave Eiffel), dai suoi profili social, con quanto avvenuto in passato.

In un suo post su Blue Sky, il professor Lemire ricorda – in ordine cronologico – il numero dei manifestanti fermati dalle forze dell’ordine nel corso delle numerose mobilitazioni degli ultimi decenni, fornendo anche per ciascun caso ricordato i documenti ufficiali che ne attestano l’entità. Il computo odierno, guardando indietro negli anni, è estremamente significativo e mette in luce una sproporzione marcatissima nella reazione ai moti studenteschi.

I numeri dei fermi di polizia
Nelle due settimane di mobilitazione degli studenti, scrive Lemire (sulla scorta di numerosi interventi pubblici di parlamentari e sindaci dell’opposizione), si sono registrati 5060 fermi di polizia (GAV: “Garde à Viste”), 4400 contro minori.

All’epoca dei “⁠Gilet gialli”, tra 2018 e 2019 furono, in un anno intero, 6730. Nel 2016, quando le piazze si riempirono contro un’impopolare proposta di legge sul mercato del lavoro, furono 890. Nel 2006, la repressione delle manifestazioni contro il “Primo Contratto di Lavoro” (CPE-contrat première embauche), si registrarono 1920 GAV. 4500 nel 2005; 250 nel 1994 (⁠⁠Movimento anti-CIP: Contrat d’Insertion Professionnelle); furono “appena” 150 tra chi protestava contro la riforma universitaria Devaquet del 1986. E poi, pensate un po’, dei 700 fermi del Maggio ’68 – la forma di protesta di piazza più celebre, estesa e violenta tra tutte quelle enumerate – appena 95 furono confermati dalla magistratura.

“Questo movimento studentesco” sottolinea il professor Lemire “sta solo iniziando, quindi le cifre continueranno a salire…” Una previsione molto preoccupata, la sua, che sembra – a giudicare dai dati mostrati – più che legittima. Tale da gettare un’ombra minacciosa sulla tutela dei diritti civili di studenti, lavoratori, cittadini. Non solo in Francia.

  • Stefano Lamorgese

    Stefano Lamorgese (Roma, 1966) è un giornalista di formazione umanistica. Alla Rai dal 1990, ha lavorato per TG3, Rai International, Rai2 e Rainews24. Dal 2017 fa parte della redazione di Report/Rai3. Ha insegnato linguaggi multimediali e cultura digitale presso le università di Urbino, Ferrara e Perugia. È Vicepresidente dell'Associazione Amici di Roberto Morrione, che promuove dal 2011 il Premio giornalistico omonimo, dedicato agli Under30. Storico per passione, ha pubblicato con NewtonCompton "I signori di Roma" (2015).

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