A cura di Luca Marabese – Fondazione Nervo Pasini, referente della comunicazione
In una fase storica attraversata da crisi strutturali, mutamenti demografici e ridefinizione dei paradigmi di welfare, il Bilancio Sociale si configura come uno strumento sempre più rilevante per la trasparenza e l’accountability, ma anche per la riflessione strategica, l’analisi critica e la costruzione di un’identità organizzativa condivisa. Nell’ambito delle organizzazioni del Terzo Settore, tale strumento assume una valenza duplice: da un lato consente di rendere conto ai portatori di interesse delle attività svolte e dei risultati ottenuti; dall’altro, offre uno spazio di narrazione integrata, in cui dati, storie, pratiche e visioni si intrecciano per restituire senso all’operato collettivo.
Il Bilancio Sociale 2024 della Fondazione Nervo Pasini – Cucine Economiche Popolari rappresenta un esempio concreto di questa evoluzione. Si tratta di un documento articolato, accessibile, costruito con rigore e partecipazione, che mette al centro le persone accolte, ma anche il lavoro quotidiano di operatori e volontari, la rete di relazioni istituzionali e comunitarie e il valore condiviso generato sul territorio.
Nel corso del 2024, le Cucine Economiche Popolari hanno accolto 3.539 persone, di cui 1.321 al primo accesso. Complessivamente sono stati serviti 85.880 pasti, realizzati 975 colloqui individuali, garantiti 2.552 accessi al servizio sanitario, 4.906 accessi alle docce e 1.357 accessi al guardaroba. Si tratta di numeri che, pur nella loro evidenza, raccontano solo una parte della realtà.
Il documento propone infatti una lettura più articolata, che mette in luce l’aumento delle condizioni di precarietà intermittente, l’emersione di nuove forme di marginalità (come la povertà giovanile e quella urbana non censita), e la presenza crescente di persone con fragilità plurime, che spesso restano escluse dai circuiti di protezione istituzionale.
A fronte di un’identità tradizionalmente maschile e straniera dell’utenza, si segnala l’aumento delle presenze italiane e femminili, che impone uno sguardo nuovo sui bisogni emergenti. L’intercettazione di questi fenomeni è resa possibile anche grazie al continuo confronto con i servizi del territorio, ai legami con le parrocchie e i centri di ascolto, alla partecipazione attiva di volontari e operatori.
Una delle innovazioni metodologiche più rilevanti del Bilancio Sociale 2024 è l’introduzione della stima del valore economico generato: un esercizio di valutazione che affianca ai dati tradizionali un’analisi del “valore sostitutivo” dei servizi erogati, cioè quanto costerebbero se offerti da altri soggetti a tariffe di mercato.
In questo modo, è possibile quantificare l’impatto economico in oltre 1,6 milioni di euro, distribuiti su pasti, visite mediche, docce e guardaroba. Questa analisi consente di rendere evidente che le Cep non rappresentano solo un luogo di accoglienza, ma anche un attore economico che restituisce valore concreto alla collettività.
Una sezione centrale del documento è dedicata alle storie di vita delle persone accolte: quattro ritratti narrativi – Ettore, Kebe, Alberto e Giulio – che ricostruiscono percorsi complessi, segnati da povertà, disagio psichico, migrazione, detenzione, ma anche da relazioni significative, piccoli successi, scelte consapevoli di cambiamento.
Le storie sono frutto di un lavoro narrativo costruito a partire dall’ascolto: raccontano la verità delle biografie e si pongono come strumenti interpretativi dei dati. In questo modo, il bilancio si propone anche come un documento antropologico, capace di dare voce a chi spesso resta inascoltato.
Tre approfondimenti tematici conferiscono ulteriore densità al documento:
- la valutazione dell’impatto sociale delle attività educative, finalizzata a promuovere maggiore consapevolezza civica, empatia e capacità critica, è stata condotta attraverso indicatori costruiti ad hoc, schede di autovalutazione, rubriche narrative e interviste;
- l’analisi del volontariato come motore di partecipazione e cambiamento sociale, con particolare attenzione all’esperienza dei volontari, ai percorsi formativi proposti, alle motivazioni raccolte e agli effetti osservabili in termini di coinvolgimento attivo e consapevolezza collettiva;
- la documentazione del lavoro di rete e delle collaborazioni territoriali, intesa come strategia per garantire un accompagnamento integrato, valorizzare le risorse del territorio e costruire alleanze educative, sanitarie e sociali a beneficio delle persone accolte.
Il Bilancio Sociale 2024 diventa quindi un gesto culturale e politico, che assume la rendicontazione come atto di riconoscimento. Riconoscere il valore delle persone, dei percorsi, delle relazioni. Riconoscere i limiti, ma anche le potenzialità. Riconoscere che la povertà riguarda tutti, e che il bene comune si costruisce solo insieme.
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