«Sono una cittadina di Milano e non mi sento più al sicuro. A cadenza quasi quotidiana si verificano episodi di violenza che spesso hanno per protagonisti giovanissimi – i cosiddetti “maranza” – che rapinano o attentano alla sicurezza di noi cittadini. Chiedo al Sindaco di Milano e al Governo di intervenire per garantire più sicurezza a Milano e far sentire i suoi cittadini di nuovo al sicuro».
È il testo che invita a partecipare a una raccolta pubblica di firme sulla piattaforma californiana Change.org. Il relativo avviso, che ho ricevuto via email, ha per oggetto un titolo più che esplicito: “Basta maranza!”
Il problema c’è, è avvertito da una larga porzione della popolazione e – stando alle cronache – costituisce davvero un tema caldissimo che condiziona la convivenza e coinvolge tutti i cittadini.
Numeri
L’indice della criminalità 2025, pubblicato anche quest’anno dal Sole24Ore sui dati del 2024 forniti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno, vede Milano al primo posto della classifica dei reati denunciati rispetto alla popolazione residente. Nel capoluogo lombardo sono state registrate 6952,3 denunce ogni centomila abitanti. Seconda Firenze (6507,8), terza Roma (6401,9).
Milano, in particolare, primeggia nella categoria dei furti e delle rapine “in pubblica via”: rispettivamente 120mila e 2615 episodi denunciati nel 2024.
Contraddizioni
Tutti questi dati, nella loro crudezza, stridono e confliggono con un’altra serie di informazioni, anch’esse elaborate su basi statistiche, che descrivono Milano in un modo del tutto diverso.
Milionari
Lo stesso Sole24Ore, in un articolo del 16 gennaio scorso, riporta che Milano è anche il “paradiso dei milionari”: sotto le guglie del Duomo un cittadino su dodici è milionario e vi si trova la stessa concentrazione di ricconi (con patrimoni che superano i 100 milioni) che si riscontra a Parigi e a Los Angeles.
È uno dei principali effetti della “flat tax”, introdotta nel 2017, che ha attirato a Milano tanti facoltosi cittadini: consente a chi trasferisce la residenza in Italia di pagare una cifra fissa (oggi pari a 300mila euro), su tutti i redditi esteri. Così quasi quattromila contribuenti stranieri – dal 2018 al 2023 – hanno sfruttato l’opportunità di versare un forfait, senza dichiarare altro al fisco e senza alcun obbligo di investire nel nostro paese.
Questione di soldi
Un altro dato davvero stridente è la disuguaglianza dei redditi. A Milano, tra chi risiede in centro e chi abita in periferia, la differenza salariale sfiora i 74mila euro. È proprio così: la città italiana che attira la quota più ampia di tutti gli investimenti immobiliari espelle la classe media dal centro e la spinge in periferia, facendo salire a dismisura i costi degli acquisti e degli affitti. Le classi popolari, è chiaro, sono da decenni fuori da questo gioco.
Senza casa
Per chiudere questo ragionamento, ecco i senzatetto. Il 16 Gennaio scorso si è registrata a Milano la terza morte del 2026 di un clochard a causa del freddo: un quarantenne senza fissa dimora è stato ritrovato in via Padova, a tre chilometri dalla Stazione Centrale, spesso teatro di quegli episodi di violenza che tanto allarmano la cittadinanza. Tre morti di freddo in poco più di due settimane nella città più ricca d’Italia.
Petizioni
La petizione dalla quale siamo partiti, quella che grida all’allarme “maranza”, non è priva di giustificazioni, come abbiamo visto. Però c’è da chiedersi: quando arriverà una petizione, egualmente accorata, altrettanto preoccupata, che connetta l’emergenza sicurezza all’emergenza sociale? Non sarebbe ora che i tanti cittadini perbene che subiscono la minaccia dei “maranza” tornino a porre la giustizia sociale al centro della propria riflessione?
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Stefano Lamorgese (Roma, 1966) è un giornalista di formazione umanistica. Alla Rai dal 1990, ha lavorato per TG3, Rai International, Rai2 e Rainews24. Dal 2017 fa parte della redazione di Report/Rai3. Ha insegnato linguaggi multimediali e cultura digitale presso le università di Urbino, Ferrara e Perugia. È Vicepresidente dell'Associazione Amici di Roberto Morrione, che promuove dal 2011 il Premio giornalistico omonimo, dedicato agli Under30. Storico per passione, ha pubblicato con NewtonCompton "I signori di Roma" (2015).